Come si viaggia in aereo se sei in carrozzina

Come si viaggia in aereo se sei in carrozzina

Agosto è il mese per eccellenza delle partenze estive in giro per il mondo: è tempo di vacanza.

Se viaggi in carrozzina devi avere qualche accorgimento in più che va da una maggiore burocrazia ad una scelta mirata della meta programmando un po’ tutto. Mi sposto molto e spesso lo faccio utilizzando l’aereo, quando lo racconto piovono domande un po’ da tutti su come faccio, su come gestisco le prenotazioni o come carico a bordo la mia carrozzina manuale munita del Triride (non ho mai volato portando con me la classica carrozzina a motore). Non ci sono grossi problemi ad affrontare lo spostamento, devo solo preparare qualche documento in più e prestare attenzione al momento dell’acquisto del volo.

Comprare il volo
Solitamente mi muovo online nella ricerca del volo che mi serve, o utilizzando i comuni motori di ricerca che mi aiutano a comparare il prezzo (come skyscanner) oppure andando direttamente sul sito della compagnia aerea.
In sede di prenotazione, dopo la compilazione dei comuni dati anagrafici, esiste la possibilità di richiedere l’assistenza per passeggeri con disabilità, sia di tipo fisico, cognitiva o sensoriale ed è importante scegliere la tipologia di servizio di accessibilità per non trovarsi brutte sorprese in sede di partenza.
Standard utilizzati per definire i differenti tipi di disabilità e le relative necessità:
BLND, Passeggeri ipovedenti o ciechi
WCHR, Passeggeri che non possono percorrere lunghe distanze, ma possono salire e scendere le scale e muoversi in autonomia
WCHR, Passeggeri che non possono percorrere lunghe distanze, ma possono salire e scendere le scale e muoversi in autonomia
WCHS, Passeggeri che non possono percorrere lunghe distanze e non possono salire e scendere le scale, ma sono autonomi a bordo dell’aeromobile
WCHC, Passeggeri completamente immobili, che non sono autosufficienti a bordo dell’aeromobile e necessitano di assistenza totale
DEAF, Passeggeri con disabilità uditiva
DPNA, Passeggeri con disabilità intellettuali o comportamentali

Informazioni richieste dalle compagnie aeree
Ogni compagnia aerea può richiedere informazioni diverse, ma solitamente vorranno sapere:
– Tipo di disabilità;
– Possibilità di alzarvi in piedi e/o compiere alcuni passi;
– Ausilio da trasportare compreso peso e dimensioni;
– Presenza di batteria, tipo di batteria e possibilità di rimuoverla dalla carrozzina;
– Tipo di assistenza richiesta (solo all’interno dell’aeroporto, fino all’aereo o fino al posto a sedere);
– Potrebbero chiedervi informazioni mediche aggiuntive o un certificato di idoneità al volo (si richiede al medico di base).

Il mio caso
Io sono una WCHC, quindi la mia assistenza inizia già all’interno dell’aeroporto aiutandomi al check-in, a passare i controlli di sicurezza e portandomi in una saletta apposita dove poi mi prelevano con un pulmino riservato al trasporto handicap fino all’aereo portandosi a livello del portellone. Mi trasbordano su una carrozzina stretta che riesce a passare nel corridoio dell’aereo e mi spostano al sedile del mio posto. Tutto questo anche se viaggio accompagnata.

Check-in
Il check-in è il momento più delicato appena si entra nell’aeroporto di partenza, da lì inizia tutto il meccanismo del nostro viaggio e non riguarda solo il carico in stiva dei bagagli. Al check-in si attivano per contattare l’assistenza. Munirsi di carta d’identità o passaporto e fatevi etichettare anche la carrozzina (se la porterete con voi).
Quando visito qualche città europea, porto con me la carrozzina manuale e il Triride. Per imbarcare il triride serve una documentazione rilasciata dall’azienda in cui si dichiara l’amperaggio della batteria consono al volo. La batteria va staccata e trattenuta come bagaglio a mano. Consiglio: etichettate sia la carrozzina che il Triride, perché se li separano, uno dei due potrebbe andare perso.

Controlli di sicurezza
Se l’assistenza che ho richiesto decido di incontrarla al check-in mi seguiranno e aiuteranno anche nei controlli di sicurezza e, solitamente, lo preferisco, così da poter usufruire della corsia preferenziale dedicata. Qui ci si comporta come un normale passeggero, l’unica aggiunta è la perquisizione corporale visto che la carrozzina al passaggio del matal detector suona a prescindere. La perquisizione non è mai uguale, in certi aeroporti hanno controllato solo la carrozzina, in altri mi hanno toccata persino in mezzo i capelli.

Al Gate
Passati i controlli siamo liberi di girovagare per il duty-free, bar e toilette. All’appuntamento dell’imbarco si saprà se saremo i primi ad essere imbarcati o gli ultimi: è una decisione che varia da compagnia a compagnia. Ad esempio con Ryanair salgo sempre per ultimo ed è un mezzo caos, ma sopportabile. In questo momento ripetete nuovamente che la vostra carrozzina dovrà essere imbarcata e fatta trovare all’arrivo, perché sono le vostre gambe (fategliela pesare sempre).

All’arrivo
E’ il momento cruciale per vedere se tutto il meccanismo ha funzionato. All’aeroporto di arrivo dovrà esserci l’assistenza già informata e già fuori dal velivolo pronto a recuperarvi con la carrozzina stretta fino all’uscita dell’aereo e già la vostra carrozzina sul pulmino che porterà all’interno dell’aeroporto. Fortunatamente non ho mai avuto brutte esperienze di rotture o smarrimenti, non garantirei un scenata educata. Da questo momento inizia ufficialmente la nostra vacanza.

Qui potete scaricare la CARTA DEI DIRITTI DEL PASSEGGERO stilato dell’ENAC (Ente Nazionale dell’Aviazione Civile).

Buon viaggio!

Imprenditrice di me stessa. Giornalista, donna...

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