Un weekend a Pordenone: 48 ore a rotelle

Un weekend a Pordenone: 48 ore a rotelle

Conosci la città di Pordenone? Ho appena trascorso 48 ore per raccontare e vivere una città che sta lavorando seriamente sull’abbattimento delle barriere architettoniche.
Da quando ho creato l’Associazione di turismo accessibile Pepitosa in carrozza, mi capita spesso di viaggiare con una finalità importantissima: raccontare la nostra Italia attraverso esempi di accessibilità e inclusione in campo turistico.
Sono tornata da un weekend a Pordenone, in collaborazione con Village 4 all, che merita di essere raccontato.

Pordenone accessibile

Come muoversi a Pordenone?

Vi faccio conoscere Pordenone perché è un buon esempio di lavoro concreto sull’abbattimento di barriere architettoniche in campo urbano. Non troppo lontana da Mantova (solo 232 Km), è una meta raggiungibile sia in auto, sia in treno senza grossi problemi di spostamento per raggiungere il centro, vista la sua misura abbastanza ridotta fattibile da gestire sia con una carrozzina manuale o elettrica. Beccato l’ultimo weekend di estate allungata, il meteo ha giocato a favore, facendomela vivere in libertà anche passeggiando nei parchi cittadini. Non c’è stato bisogno di utilizzare mezzi pubblici o riprendere la macchina per spostarsi nel centro storico. Per visitare Pordenone non occorre molto tempo, assicuro che in meno di 48 ore può regalare una giornata tra arte e cultura che non ti aspetti. In questo articolo ho cercato di includere i punti più affascinanti, e a mio avviso interessanti, della città. Per chi vuole informazioni più tematiche, è presente un info point turistico in Piazza Mazzini, 2.

Itinerario 1° giorno

Pordenone ha due vie principali, che sono anche quelle dello shopping, abbracciate da portici completamente accessibili anche per la mia carrozzina elettrica (che non può superare gradini più alti di 7 cm).
Il mio suggerimento è di partire dal passeggiare in centro, chiese e Palazzi sono tutti raggruppati. Ho visitato il Museo civico d’Arte a Palazzo Ricchieri, altro non è che il contenitore storico-artistico-culturale della città di Pordenone. Dentro ad una location riqualificata da una dimora privata, questo museo è una carrellata storica di ciò che possiamo vedere oggi della città. Metterlo al 1° posto del tour aiuta a contestualizzare la visita urbana. Un buon recupero anche strutturale con la presenza di ascensore largo (la pulsantiera ahimè, è verticale) e pedane di raccordo tra le sale.

Fuori dal Museo, subito comodo il Duomo di Pordenone e l’antico Palazzo del Comune, dalle originalissime forme gotiche. La Chiesa di grande imponenza col suo campanile che rintocca il tempo scampanando sinfonie che poco hanno a che fare con i rintocchi delle ore, ha una struttura leggermente in salita, ma la presenza della rampa in muratura posta alla destra dell’entrata, mi ha permesso l’ingresso senza problema.
Sempre in zona, in discesa verso il fiume che costeggia la città, il Noncello, si arriva al Ponte di Adamo ed Eva, completamente lastricato che conduce alla cintura più periferica della città. Poco più spostata, risalendo verso il centro storico, in un vicolo laterale di Corso Vittorio Emanuele, troviamo la Chiesa del Cristo, chiamata così  per lo stupendo crocifisso intagliato e policromo, recentemente restaurato. La Chiesa è molto raccolta, confinante con palazzi che in altre epoche hanno avuto finalità differenti: da convento a deposito armi durante i conflitti bellici, ma allo stato attuale anche questa è accessibile attraverso una piccola rampa frontale per superare il gradino all’ingresso.

Itinerario 2° giorno

Altra passeggiata in centro storico per raggiungere il Museo di Storia Naturale a Palazzo Malteo: 3 piani accessibili da ascensore (sempre con pulsantiera verticale) di natura da ammirare, dal reparto minerale con un’importante collezione permanente, fino al reparto animale sugli altri piani, sia di fauna locale sia internazionale. Ho sempre un problema con questo genere di musei e con gli animali impagliati: non so se esista una fobia, ma non riesco a visitare con interesse queste mostre, quindi sono scappata in fretta.

Pordenone accessibile

Sempre raggiungibile a piedi, ma più spostato dal centro città, sono arrivata ad una delle zone verdi di Pordenone: Parco Galvani, che ingloba Villa Galvani, restaurata ed ampliata da una nuova struttura che ospita il PAFF! Palazzo Arti Fumetto Friuli, un centro polifunzionale sulle arti del fumetto.  Il Museo in questo periodo ospita la mostra su Leonardo, con modellini a grandezza quasi naturale di ciò che il Maestro si era inventato nel volo, nella scultura e nelle navi da guerra. Un racconto attraverso i suoi codici, fruibili attraverso grandi schermi interattivi. La visita è stata resa super anche dalla guida Robbi che mi ha raccontato talmente tante cose, che alla fine l’ho chiamato Leonardo.
Il museo è accessibile attraverso rampe, spazi molto larghi e l’allestimento della mostra è fruibile in modo quasi totale: purtroppo i maxi schermi interattivi sono incassati in tavoli troppo alti per chi è in carrozzina.

Il Parco ha una struttura regolare e ricorda i giardini delle ville venete con incluso un laghetto sulla cui sponda si sviluppa il MIRA – Museo Itineraio della Rosa Antica, un museo en plein air che attraverso un percorso pedonale permette di ammirare molteplici varietà di rose e rosai disposti in modo da ripercorrere la storia della rosa e il suo albero genealogico. Purtroppo questa non era la stagione adatta per la fioritura.

Pordenone accessibile

Dove mangiare a Pordenone

Non si può mettere piede a Pordenone senza gustare il prosciutto crudo San Daniele DOP. Ho scelto la Prosciutteria Martin perché avevo letto ottime recensioni e infatti non ha tradito le aspettative: un po’ bottega col taglio del prosciutto a mano e dei formaggi tipici a vista, un po’ ristorante con proposte culinarie sia del posto che rivisitazioni diverse dal solito. Questa prosciutteria oltre ad avere una comoda veranda, tutti gli interni sono spaziosi e accessibili anche nei servizi igienici.

Dove dormire a Pordenone

Proprio per le misure ridotte di Pordenone, ho optato per dormire non troppo lontana, alloggiando al Park Hotel Pordenone che dista dal centro solo 800 metri ed è perfetto per abbandonare l’auto proprio davanti all’entrata e godersi la città a piedi. Dettaglio importante: proprio davanti all’ingresso dell’hotel c’è lo stallo per persone con disabilità, munito di rampa per salire sul marciapiedi. L’ingresso dell’hotel è privo di barriere architettoniche, c’è una piccola rampa fattibile anche in autonomia. L’hotel è provvisto di ascensore che raggiunge tutti i piani. La camera per persone con disabilità è al 5° piano ed è solo doppia o uso singola con bagno attrezzato. 

Ho scelto di dormire in una camera standard perché era comunque fruibile per le mie esigenze e ingombri.

Pordenone accessibile

Pagella di Pordenone
Imprenditrice di me stessa. Giornalista, donna...

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