Un giorno a Vicenza con Pepitosa in carrozza

Un giorno a Vicenza con Pepitosa in carrozza

Ho passato Pasquetta a Vicenza in compagnia di amici. Potrei soffermarmi a scrivere caratteri su caratteri su quanto questa città è bella dal punto di vista storico-artistico, invece vorrei accompagnarvi tra le sue vie, per farvela conoscere da una visuale diversa: per chi vive in carrozzina.
Inizio così a tirare il sipario del progetto di turismo accessibile “Pepitosa in carrozza“, cercando di raccontare, ma soprattutto di informare chi vorrà visitare la città e siede su gomme.

Vicenza è una città visitabile tranquillamente in una giornata, visto il suo centro storico abbastanza raccolto. Si può raggiungere comodamente in auto come ho fatto io, da Mantova dista un’ora al massimo ed è tutta autostrada a 3 corsie. Come faccio spesso appena programmo anche solo una gita in giornata, ho chiamato qualche giorno prima la polizia locale per segnalare targa e pass invalidi per poter accedere ai varchi ZTL (solitamente ogni città sul proprio sito istituzionale ha l’iter da seguire per segnalare il mezzo), ma ho parcheggiato appena fuori dal centro storico.

Con questo stallo, una macchina che presenta l’accesso dal baule è facilitata e può scegliere di parcheggiare in questi stalli senza paura di rimanere incastrati.

Ho visitato Vicenza con la carrozzina a motore in totale autonomia. Il centro storico è ben pavimentato e i marciapiedi presenti possono accogliere anche le nostre 4 ruote con la presenza di raccordi finali (non in tutte le vie).
Il mio consiglio è di visitare Vicenza puntando anche lo sguardo al cielo per ammirare i palazzi che delimitano le vie del centro, fino ad aprirsi sull’immensità storico-artistica di Piazza dei Signori, inno a Palladio e fulcro del centro commerciale della città, dove su tutto spicca la Basilica Palladiana, che non è una vera e propria basilica, ma l’antico Palazzo della Ragione. Visto da fuori, oltre a colpire per la propria imponenza marmorea che riflette la luce, si nota un tripudio di scale per salire alle terrazze panoramiche che girano attorno al palazzo per 3/4 del perimetro.
Sbagliato! infatti, la Basilica è accessibile con un moderno ascensore che permettere di raggiungere sia la prima che la seconda balconata con una cifra di 2€ (paga solo l’accompagnatore).
La Basilica è stata inserita nella lista dei beni Patrimonio dell’Umanità nel 1994, è da matti non salire a visitarla.

Ci siamo spinti, sempre a piedi, fino al Teatro Olimpico, preceduto dal cortile. Già l’accesso al giardino è complicato perché presenta uno scalino più alto di una normale soglia e dopo il varco c’è un alto strado di ghiaia. Nel teatro non sono entrata per questione di tempo, ma ho preso informazioni, anche se devo ammettere nessun percorso “facilitato” è segnalato con cartelli esterni: è possibile l’accesso ai visitatori con disabilità, che accedono al Teatro dal portone di uscita, evitando il giardino. Il biglietto è gratuito per portatori di handicap ed accompagnatore.

DOVE MANGIARE A VICENZA
Scesi dalla Basilica Palladiana, abbiamo attraversato la piazza fino a raggiungere sull’angolo il Caffè Garibaldi. Sulla parte frontale presenta un dehor con 2 scalini, ma entrando dal lato, il personale mette una pedana mobile e si può superare questo dislivello, decidendo se stare all’interno o all’esterno.
Il locale è molto curato nell’arredamento e ricercato nei prodotti proposti: da un lato un banco pasticceria da tenerci incollato il naso, dall’altra tavolini per accogliere chi vuole un pasto veloce, come abbiamo fatto noi.

DA MIGLIORARE
Vicenza è una città che merita la sufficienza a livello di barriere architettoniche di percorribilità urbana con una carrozzina a motore, diversamente potrebbe essere con una carrozzina manuale o a spinta con accompagnatore per il pavé che presenta fessure importanti. C’è un ottimo lavoro per quanto riguarda l’accessibilità ai siti museali o artistici, ma scarseggiano i cartelli informativi su queste possibilità.

Al prossimo viaggio, sempre con #pepitosaincarrozza.

Imprenditrice di me stessa. Giornalista, donna...

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