La fashion week sul podio di Pepitosa

La fashion week sul podio di Pepitosa

GA with models-2 copiaPoco importa che le modelle di qualche maison stanno ancora sgambettando in passerella, per me i giochi di questa fashion week milanese sono già finiti. La moda italiana trionfa sempre. Ho il podio dei vincitori e non cambio idea, perché i colpi di fulmine non si spengono e sarà un F/W 2016 da occhi a cuore.

Ho seguito tutta la fashion week milanese come fosse la nuova stagione di Dawson Creek, armata di popcorn e Coca Cola ho creato la postazione perfetta per non perdermi nulla, quasi come fossi presente (l’influenza è stata la mia personale passerella).
Le sfilate e le presentazioni sono state talmente tante che ogni tanto un grappino era d’obbligo per non perdere la retta via, infatti sulla pagina Facebook del blog trovate la selezione completa.
Niente, ho stilato la classifica e c’è un podio di tutto rispetto. Non darò medaglie ai classificati, la fashion week non è una gara, ma un palcoscenico.

Sono stata fulminata sulla ‘via di Damasco’ guardando le sfilate di:
Antonio Marras, con una collezione interamente dedicata a Benedetta Barzini, uno dei volti più significativi della moda degli anni Sessanta, icona di stile ed eleganza. Le dedica una lettera piena di ammirazione dove le racconta il perchè di tanta dedizione:

“le nuance del rosa pallido e del rosa cipria, il non colore del nudo, l’azzurro polveroso del cielo prima di un temporale. E poi il cremisi e l‘amaranto luminoso e il nero fondente che accompagnano i tramonti di fuoco e di pioggia.
Colori indefiniti, profondi, intensi. Colori che vibrano. I colori dei quadri di Boucher, di Watteau, di Fragonard e di John Currin e delle opere di Berlinde de Bruyckere.
Ho scelto stampe arazzo stilizzate, motivi di petali di rose e tappezzerie riprese dal Petit Trianon, perché tu sei una regina.”

ANTONIO MARRAS 44ANTONIO MARRAS 45ANTONIO MARRAS 46_Benedetta Barzini

Ermanno Scervino ricerca da sempre l’unione armonica degli opposti: colori, materiali, volumi, così apparentemente diversi tra loro eppure tesi a scoprire le sfumature della femminilità in un linguaggio couture. Per l’Autunno Inverno, sceglie il rigore ed i motivi dei tessuti maschili, tra tutti la reinterpretazione del pied-de-poule che diventa macro per esprimere una nuova sensualità. Elogio al capo cult degli esordi: il piumino couture é protagonista su ampie gonne e giacche avvitate. Nel daywear è protagonista il royal blue, la nuova nuance che lo stilista ama.
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Geometria e dinamismo. Chiarezza e ritmo. Massimiliano Giornetti costruisce la collezione Salvatore Ferragamo a/i 15/16 intorno a una idea di rigore non allineato. La nitidezza assoluta delle linee è mossa da controllate asimmetrie, accesa dalla tattilità materica delle superfici, dalle contrapposizioni di texture e densità; moltiplicata dai grafismi, sottolineata dai contrasti. La ricerca di alta artigianalità sottolinea uno dei tratti salienti dell’estetica Ferragamo, espressione di un sapere manuale fatto di invenzione e intuito, di rigore nel metodo e libertà sperimentale nelle associazioni.

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Poi arriva Re Giorgio Armani che con la collezione di Emporio Armani merita anche questo mio podio sgangherato. Forme femminili da portare con la nonchalance di capi maschili. I colori preziosi definiscono una grammatica di cromatismi sontuosi che esalta la purezza delle forme: toni profondi e ricchi di rubino, zaffiro, ametista, pietra di luna e nero onice. I tessuti stimolano vista e tatto, generando linee definite oppure solide sul corpo.
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Un po’ mi dispiace che oggi cali il sipario, è stato un’ottima palestra per gli occhi. Alla prossima fashion week confido nell’aspirina come prevenzione, perché sarò presente ad ogni costo per farmi una sana mangiata di moda, ma soprattutto incontrare tutte le amiche blogger e pr che mi fanno compagnia ogni giorno.

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Imprenditrice di me stessa. Giornalista, donna...

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