Il parco giochi inclusivo nasce a Porto Mantovano

Il parco giochi inclusivo nasce a Porto Mantovano

Definire un parco giochi inclusivo non è solo scegliere quale giostra inserire o posizionare un’altalena “a gabbia” in un parco già esistente, è un progetto ludico che parte da un obiettivo sociale che si vuole raggiungere su un territorio. Come Consigliera comunale (dal 2019) ho fortemente voluto la realizzazione di un parco così anche nel mio Comune e ora sta diventando realtà, grazie alla vittoria del bando di rigenerazione urbana che coprirà le spese di realizzazione. Esistono diversi bandi per ricevere contributi su queste progettualità, solitamente variano da regione a regione.

Costruire un parco giochi di questo tipo significa conoscere il potenziale sociale del gioco e tenere in considerazione le macro disabilità (motoria, sensoriale, intellettiva) che potranno accedere. Ѐ un lavoro di progettazione completo partendo dagli obiettivi, dal target di riferimento, dalle finalità e dal luogo più idoneo dove realizzarlo, dalla possibilità di partecipare a bandi (anche europei) che possano non far gravare la spesa sul bilancio comunale.

PROGETTARE UN PARCO GIOCHI INCLUSIVO

Non voglio spoilerare troppo, così vi racconterò a puntate, ma l’idea l’ho ufficializzata sei mesi dopo la mia elezione a Consigliera comunale, ma solo ad aprile 2022 c’è stata la posa della prima pietra. Non è un semplice parco, ma offrirà la possibilità a tutti i bambini di poter giocare insieme con giostre accessibili. Un bambino con disabilità non è un pacco da spostare, ma un essere umano con esigenze di socialità come ogni altro bambino. Il progetto era già molto chiaro: dalla forma, ai colori, all’utilità delle giostre per essere accessibili ai bambini di diverse fasce d’età e con disabilità differenti, non per giocare tra di loro, ma insieme a tutti gli altri bambini, nel rispetto del Diritto al gioco per tutti i bambini, come sancito dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia.
Il parco giochi inclusivo di Porto Mantovano sorgerà al Parco Cà Rossa, in un’area verde che ospita già un campo da beach volley, attrezzi da palestra, rampe per lo skate e quello che sarà la zona per bambini completerà l’offerta di gioco all’aperto.

Il parco avrà una forma che si presta alla divisione in aree dedicate all’età di utilizzo: piccoli, medi e grandi che avranno a disposizione tante possibilità di gioco. I lavori sono iniziati dal centro, dove è stato posizionato un gazebo sonoro che costituirà il nucleo culturale del progetto, la zona dove si potranno fare attività come presentazioni di libri o piccoli spettacoli teatrali, ma è solo uno degli step, un piccolo assaggio della grandezza del progetto. Il parco, però, non sarà solo puro gioco, ma anche un luogo divulgazione per imparare a crescere dando valore alle diversità.

COME SI PROGETTA UN PARCO GIOCHI INCLUSIVO

Gli elementi per una progettazione idonea non sono pochi. Si parte dallo studio del terreno che va pareggiato e reso inalterabile dai cambiamenti meteo, quindi è bene optare per una pavimentazione anti-trauma adatta anche a chi è in carrozzina, prestando attenzione a non creare dislivelli. La scelta dei giochi non può basarsi solo sull’accessibilità da catalogo garantita da un simbolo della carrozzina, ma va approfondito l’utilizzo e l’idoneità per le disabilità: per materiale, per scelta cromatica, per struttura. Ad esempio un gioco in cui è presente una rampa, non può avere una pendenza maggiore dell’8%.

La cosa fondamentale è non sottovalutare mai la progettazione e affidarsi a persone competenti, ma soprattutto chiedere consulenze a chi è genitore di un bambino con disabilità o è genitore con disabilità, solo così la percezione sarà idonea all’utilizzo del parco.

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