Il mio braccialetto è rosso

Il mio braccialetto è rosso

Braccialetti Rossi

Braccialetti Rossi

Davanti all’indecisione del colore, dell’abbinamento, del presenziare alla settimana della moda milanese io scelgo di spolverare il mio vecchio braccialetto rosso, proprio quel braccialetto rosso. Ultimamente le mie domeniche sere sono leggere come macigni, non perché è in arrivo il lunedì, ma la fiction della Rai “Braccialetti Rossi”, riapre un mondo che avevo seppellito. Anche io sono stata una di loro: Roma, l’ospedale, il mare dalla finestra, le corse clandestine con le carrozzine nel salone delle feste, le cadute, i nuovi amici che diventano la tua nuova famiglia, conosci sentimenti profondi, impari la condivisione di qualunque sensazione.

Chiudo tutte le frivolezze di quell’armadio: ora piango, rido e sto bene.

La vita è lacrime e risate, e con questa fiction forse si aiuta a superare il muro del diverso e per chi vive tutti i giorni questi calvari può aiutarli nel percorso dell’accettazione. Sarà pure un modo frivolo e veloce, ma reale, di affrontare il tema delle malattie gravi, ma serve, serve a continuare a focalizzare il problema ed alimentare i dibattiti, perché anche solo attraverso il dialogo si può dare conforto e ci si libera di questi pesi.

Troppo spesso in tv si parla solo di vuoto e di ricerca di colmarlo, questa fiction può essere un buon punto di partenza: riesce a far respirare pur raccontando storie claustrofobiche e spaventevoli. Tante produzioni hanno tematiche ‘mediche’, la grande differenza è che in ‘Braccialetti rossi’, si mette in luce la voglia e la gioia di vivere.

E’ impossibile che queste immagini non aprano cicatrici o creino interrogativi, ma ben venga alla voglia di mettersi sempre in discussione anche in situazioni ‘non belle’.

Il mio braccialetto rosso, fisicamente l’ho tolto tanti anni fa, ma rimarrà dentro di me ancora per molto tempo ed è giusto non rinnegarlo.

 

Valentina

 

Imprenditrice di me stessa. Giornalista, donna...

Comment

  • Vale, come sempre i tuoi post entrano nel cuore. Purtroppo, però, credo che queste esperienze siano molto personali e difficilmente condivisibili, perché solo chi ci è passato può comprendere cosa significhi fino in fondo.
    Spero che, tuttavia, possa aiutare a capire e a riflettere. Già, riflettere, come se fosse un’attività accessibile a tutti…. ma per quello non c’è carrozzina o arto artificiale che li possa aiutare,
    Ti abbraccio

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