Bentornata Roma, ora non ti lascio più
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Bentornata Roma, ora non ti lascio più

Voglio raccontarvi i miei tre giorni a Roma in modo diverso. Sono partita per ritrovare quella bambina che era rimasta lì sospesa a far pace col passato che magicamente ha cancellato.

Non aspettatevi il solito diario di viaggio, conoscerete la città che mi ha rapita. Si decide di partire sempre con un obiettivo ben chiaro: visitare, vedere, scoprire qualcosa di bello, poi ci sono io che decido di farlo per far pace con i ricordi. Non ho attraversato l’Oceano, ho solo trascorso 3 giorni a Roma, ma credetemi che la fatica e la bellezza è stata quasi la stessa. Avevo un discorso aperto con la città eterna, è stato il luogo della mia infanzia. A Roma ho passato un sacco di tempo da bambina spensierata ma soprattutto da bambina già grande, ma non ho mai vissuto la città, vivevo nell’ospedale di questa città.

Ho cercato di programmare un viaggio normale, un itinerario da turista, tanto sapevo che tutto il resto l’avrei vissuto e rivissuto da me, senza cartina alla mano.
Roma, giorno 1. Vaticano, Piazza San Pietro, Musei vaticani. Quel cielo blu sopra il bianco del marmo di San Pietro lo porto ancora davanti agli occhi. L’imponenza architettonica è scontata, li si respira magia e il credo non c’entra. Il silenzio composto della moltitudine di gente è una forma di rispetto per chi vuole pregare o anche solo attraversare quel luogo.

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Roma, giorno 2. Campo dei fiori, Pantheon, Parlamento, Camera dei deputati, Piazza Navona, Fontana di Trevi, Piazza di Spagna, Quirinale. Praticamente ho visto la città in una giornata: l’arte, le sedi politiche, la città un lungo e in largo macinando km nel giorno del suo compleanno.
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Roma, giorno 3. Fori imperiali, Colosseo, San Giovanni in Laterano. Non basterebbe una settimana per visitare tutta la bellezza che offre questa città, ma l’ultimo giorno l’ho riservato quasi tutto alla città antica che più antica non si può.
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Roma è sempre stata una città fantasma, da tenere a distanza, da non interpellare, poi questo 2016 che è iniziato sotto il segno della svolta (grazie anche a Boudoir Disability), ha deciso che fosse arrivato il momento di far pace col passato. Io a Roma ci sono ritornata per me stessa e ho capito che lei non aveva colpa del mio odio e ora che ho iniziato a guardarla con occhi diversi, perché da quanto è bella mi fa perdere il fiato, non posso più farne a meno e già mi manca. I ricordi del passato hanno il suo nome ma sono sepolti e viverli in questi giorni hanno riaperto ferite, ma io ero pronta, come sempre, a metterci su un sorriso e andare avanti. Grazie Roma per quello che mi hai dato e per quello che mi hai tolto.
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Imprenditrice di me stessa. Giornalista, donna...

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